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Per dare ali alla ripresa, serve mettere mano allo Stato

La ripresa economica italiana manda segnali confortanti anche se da verificare nel medio periodo.
Si tratta comunque di dati che pongono l’Italia, in questo momento, in posizione di vantaggio rispetto ad altri paesi dell’UE.

Indici positivi dall’industria

Nell’area collocata tra Veneto, Friuli V. Giulia, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna, la produzione industriale – nel periodo aprile / giugno 2010 – ha registrato una crescita del 9,7% rispetto al secondo trimestre 2009.
Il grado di utilizzo degli impianti è aumentato di quasi un punto percentuale rispetto al trimestre precedente. Anche gli indici di consumi energetici per la produzione sono positivi.
Il volano della ripresa è in mano prevalentemente alla media – grande impresa con variazioni tra il + 10% ed il +15%. Le attività artigianali sono attestate su incrementi del 7%.
Crescono l’area dell’elettronica, dei mezzi di trasporto, degli apparecchi meccanici con indici sopra il +15%, sono in coda il mobile, il tessile e abbigliamento, la stampa ed editoria, tutte sotto il 5% in più.
Il fatturato medio indica una crescita del 9,3% su base annua, mentre l’export si avvia a superare il + 10%.

Cala l’occupazione, famiglie in difficoltà

Prosegue il calo dell’occupazione. In Italia, oltre tre milioni di giovani tra i 19 ed i 30 anni non studiano e non lavorano. Nel Nordest le perdite di occupati si manifestano con un indice del 2,6% su base annua, con prospettive di incremento significativo connesse alla conclusione degli ammortizzatori sociali ed alla non ripresa del lavoro in diverse aziende.
Lo stesso Veneto conosce un tasso di disoccupazione cui non era abituato da anni.
La disoccupazione colpisce di più i dipendenti di imprese medio grandi (-4%), mentre è ridotta nella piccola impresa. L’area più in difficoltà è costituita dal legno – mobile (-4,8%) con alcuni distretti produttivi in evidente crisi.
E’ sempre maggiore il numero delle famiglie in difficoltà. Se, apparentemente, le vacanze continuano ad essere affollate, i ristoranti pieni nei fine settimana, i generi di lusso acquistati, vi sono appiattimento dei consumi diffuso, crollo della nuzialità, stagnazione della capacità di generare risparmi anzi consumo dei risparmi accumulati, difficoltà e sofferenze bancarie.
In Veneto come in Emilia Romagna, in Trentino Alto Adige come in Friuli Venezia Giulia, per molte famiglie stanno cambiando le prospettive di qualità della vita. E prendono corpo movimenti sui nuovi stili di vita.
E se ciò cambia per le famiglie, figuriamoci per anziani, giovani, soggetti deboli come le persone con disabilità.

Il sostegno alla ripresa e lo Stato

In un contesto di questo tipo, la politica – coinvolta in individualismi e ricerca dei beni individuali anziché del bene comune possibile - rischia di perdere una occasione storica: cogliere l’esistenza di una larga maggioranza parlamentare per mettere mano ad un solido, duraturo, efficace, ammodernamento dello Stato.
Il centro destra, che appare titolare di una forza e di una possibile durata di governo nel tempo, rispetto ad un centro sinistra in stato confusionale, manca in questo momento di una progettualità e di una determinazione significativa.
Più di un osservatore evidenzia come i conservatori che hanno guidato la stagione risorgimentale e gli anni di avvio dello stato unitario avessero una cultura di centrodestra capace di respiro nel tempo, di governo dei processi e di definizione degli obiettivi, di valorizzazione delle tendenze positive emergenti nella società civile.
Alla vigilia dei 150 anni dell’unità d’Italia, forse è dalla storia che ci arriva un monito. La ripresa sarà forte e duratura se una forte riforma dello Stato ricostruirà la fiducia tra cittadini ed istituzioni e libererà risorse per investimenti e giustizia sociale. Historia magistra vitae, appunto.
Sarebbe il modo più autentico e concreto di celebrare l’anniversario, oltre le demagogie e le mode.

on. Antonio Cancian