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Tav Venezia-Trieste, appello dei favorevoli: «Fvg e Veneto decidano, fondi a rischio»
Il comitato di imprenditori si rivolge a Tondo e Zaia affinché scelgano il tracciato. Riccardi: il governatore ha già avuto incontri e c’è accordo con la Slovenia
TRIESTE. Da Portogruaro a Divaccia: il tracciato veneto-friulano per la linea ferroviaria ad alta velocità. I progetti sono quasi pronti, la Regione ha lavorato ascoltando il territorio, firmato l’accordo con la Slovenia e l’alta velocità inizia lentamente a diventare un’idea concreta. Il problema è a Ovest di Portogruaro, in terra veneta, dove la giunta di Luca Zaia non ha ancora sciolto i dubbi. Tanto che secondo Transpadana, il comitato pro-Tav di imprenditori e industriali di tutto il Nord Italia, a Bruxelles ci sarebbe del fastidio per i mancati incontri sul progetto. Mancati incontri che potrebbero far tardare il progetto e mettere anche a rischio i finanziamenti europei.
La spinta. Il documento di Transpadana siglato ieri a Trieste da dodici associazioni di imprese tra cui Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Coldiretti, aveva sostanzialmente un obiettivo: riportare al centro del dibattito l’u rgenza della presentazione dei progetti. A fine anno scade l’u ltimatum europeo: se le carte non arrivano a Bruxelles in tempo, l’I talia dovrà salutare almeno in parte i finanziamenti comunitari. Tra telecamere e taccuini, europarlamentari ed assessori, la Tav ritorna in primo piano.
La denuncia. L’unico veneto al tavolo di Transpadana è l’europarlamentare Pdl Antonio Cancian, e così a margine dell’incontro arriva pure la spifferata «contro» l’e secutivo di Venezia. A sentire Transpadana, Laurens Jan Brinkhorst, il coordinatore per il progetto europeo 6, avrebbe denunciato in una recente riunione a Torino la difficoltà a incontrare i governatori Zaia e Tondo. Già negli scorsi mesi, del resto, Brinkhorst aveva bacchettato più volte la parte italiana. In tutta la questione i rappresentanti del Friuli Venezia Giulia sono chiamati in causa ma in qualche modo - e non senza un minimo imbarazzo - hanno poche responsabilità. Sia il presidente Tondo che l’assessore Riccardo Riccardi non vogliono parlare delle questioni venete: hanno risolto le vicende che avevano in casa, e non pensano nemmeno a impartire lezioni ai colleghi veneti. Riccardi interviene però per smentire la spifferata: «Tondo ha incontrato il coordinatore Brinkhorst negli scorsi mesi e proprio grazie a quell'incontro si è arrivati all’accordo con la Slovenia». Ancora: «Con Zaia - dice Riccardi - gli incontri sono frequenti, e le due regioni hanno l’obiettivo di consegnare i progetti entro il 2010».
La firma. Brinkhorst lo aveva ripetuto: i problemi non sono con la Slovenia. E infatti la notizia di ieri - l’ annuncio è di Riccardi - riguarda il nuovo tracciato della Tav tra Trieste e Divaccia. La firma del percorso “alto”, che non passa per Trieste ma sul Carso e che è meno impattante dell’ipotesi cittadina arriverà ad ottobre, probabilmente il 12, a Trieste. Il risultato è importante - ed esalta ancor di più la lentezza veneta - perchè la Regione, affiancata dal Governo, è riuscita a riscrivere un trattato internazionale che avrebbe aperto anche in Friuli Venezia Giulia un fronte di comitati stile Val Susa. Riccardi si è detto fiducioso sul rispetto dei tempi per la consegna dei progetti e ha insistito sull’idea di allargare il consenso intorno all’o pera.
E il Veneto? Da Divaccia a Trieste, poi a Ronchi e ancora a Portogruaro, in parallelo all’autostrada, il percorso è segnato. Tocca ora al Veneto indicare il tracciato: quello litoraneo, vicino alla costa, o quello intermedio, considerato che la linea vicino all’autostrada è stata scartata da tempo. In gioco ci sono anche bacini elettorali e questioni di consenso, perchè un’opera che rivoluziona il territorio fa comodo in campagna elettorale ma meno quando si governa. «A giorni», ha assicurato comunque Cancian, arriverà la posizione della Regione Veneto sul tracciato. «Dobbiamo essere ottimisti - ha aggiunto l’e uroparlamentare - ci sono tutte le condizioni per presentare la progettazione entro il 2010».
Il Pd. La palla è al Veneto, ma il Pd chiede anche al Friuli Venezia Giulia un altro sforzo. «Zaia e Tondo - ha detto ieri l’europarlamentare e segretaria regionale Debora Serracchiani - devono parlarsi, fare pressing sul Governo». «Sulle infrastrutture - ha sottolineato - è quantomeno opportuno fare squadra. Una parte del Nord Est rischia di rimanere isolata».






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