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Così l'Europa del nord si affaccia sull'Adriatico
"Il via libera della Commissione Europea al corridoio tra Baltico e Adriatico è una grandissima vittoria". Antonio Cancian, parlamentare europeo del Pdl/Ppe, è membro della commissione trasporti.
Il corridoio parte da Helsinki e arriva a Ravenna, cosa significherà per il nostro territorio?
"Questa scelta ha un valore macroeconomico: dovrà essere tradotta in idee e progetti, che potranno attingere a fondi europei".
Quindi?
"Da questo momento ci sono due sbocchi importanti: la navigabilità fluviale lungo il Po fino a Milano, e l'affaccio sul mare attraverso i porti di Ravenna, Venezia e Trieste".
Ma oggi è un sistema sulla carta?
"E' un tracciato che mette in rete vari nodi, come porti e aeroporti, i momenti di scambio delle merci che sono un elemento cruciale, e poi quelli che noi chiamiamo "l'ultimo miglio", che possono essere anche grandi aziende".
Nel piano si fa riferimento a un potenziamento del sistema ferroviario tra Ravenna, Bologna e Venezia. E le altre grandi opere?
"La Commissione Europea indica gli itinerari strategici lungo i quali far scorrere merci e persone. La sua programmazione non entra così nel dettaglio".
Cosa suggerisce?
"Territorialmente dobbiamo essere bravi noi a costruire i progetti che possono riguardare ferrovie, strade, porti, "ultimo miglio" per agganciare le nostre realtà a questo corridoio".
Finanziamenti?
"E' un elemento strategico. Nel piano c'è anche il documento finanziato che mette a disposzione qualcosa come 34 miliardi di euro".
Ora a chi tocca?
"A Regioni, Province, coordinamento dei porti del Nord Adriatico, grandi aziende. Serve un lavoro di squadra".






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