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Porti: docenti Udine-Trieste, regolare sistema per imprese

ANSA) - TRIESTE, 1 MAR - ''La regolazione del sistema dei porti e' una delle premesse perche' possano convivere iniziative a carattere industriale-finanziario che si realizzano con capitali pressoche' interamente privati''. A sostenerlo e' un documento sullo sviluppo delle infrastrutture firmato da sette docenti delle Universita' di Trieste (Giacomo Borruso, Mauro Bussani, Vittorio Torbianelli) e di Udine (Elisabetta Bergamini, Sebastiano Cacciaguerra, Sandro Fabbro e Maurizio Maresca). ''Le considerazioni del ministro Renato Brunetta sullo sviluppo dei porti sono di sicura importanza. Il Nord Adriatico - scrivono i docenti - ha la fortuna di contare in questo momento su alcune personalita' che si caratterizzano tutte per una consolidata formazione e cultura di segno europeo e che credono nelle sue potenzialita' come, appunto, Brunetta, Paolo Costa, il ministro degli Esteri Franco Frattini, l'omologo sloveno Samuel Zbogar, il ministro dei Trasporti di Lubiana Patrick Vlacic e i parlamentari, Antonio Cancian e Debora Serracchiani''. I negoziati bilaterali fra Slovenia ed Italia - continuano i docenti -, ed i lavori degli studiosi delle scuole di Udine e di Trieste, ''indicano che il sistema logistico portuale dell'Alto Adriatico presuppone un presidio internazionale di regolazione autorevole e qualificato, che assicuri, in collaborazione con le Autorita' nazionali di settore e con la Commissione Europea, il rispetto dei principi sul mercato interno, di certezza del diritto e tutela del legittimo affidamento, sulla concorrenza e sull'accesso non discriminatorio alle infrastrutture''. Nel documento, i docenti fanno riferimento al progetto Unicredit-Maersk per Monfalcone e Trieste, l'off shore di Venezia e il raddoppio del porto-corridoio di Capodistria (Slovenia). ''L'osservanza delle disposizioni comunitarie ed internazionali - aggiungono i docenti - costituisce la precondizione per la credibilita' del sistema'' per la comunita' finanziaria.(ANSA).

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