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Il Presidente Mario Monti in visita al Parlamento Europeo

Strasburgo, mercoledì 15 febbraio 2012

Crisi economica, crescita e occupazione - Allocuzione del Sen. Prof. Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana

Mercoledì 15 febbraio, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, è intervenuto di fronte al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo. Il discorso, interrotto più volte dagli applausi dell'assemblea, ha segnato il ritorno di Monti, come capo di governo, in un luogo divenuto per lui familiare durante gli anni trascorsi in qualità di Commissario europeo. Un'esperienza, quest'ultima, che ha contribuito a renderlo un convinto europeista.  "Sento molto la responsabilità di guidare in questo momento un Paese che ha una materia prima sempre più rara nell'Unione europea: cioè un'opinione pubblica favorevole all'integrazione e alla costruzione europea", ha dichiarato il Premier, spiegando che "l'integrazione europea [...] non significa affatto un «Super-Stato» ma piuttosto un continuo operare del principio della sussidiarietà e deve essere riconciliata con la democrazia."

In merito poi alla difficile situazione economica che il continente sta affrontando in questo periodo, il Presidente Monti si è pronunciato a favore degli stability bonds i quali, ha ricordato "sono uno strumento per una maggiore integrazione dei mercati finanziari che, se correttamente costruiti secondo le linee del Libro verde della Commissione e della relazione approvata oggi dal Parlamento europeo, può anzi contribuire a rendere più disciplinante l'azione dei mercati finanziari nei confronti dei bilanci pubblici."

L'onorevole Cancian ha commentato positivamente questa apertura del Premier alla proposta di una emissione congiunta di obbligazioni: "I tempi di crisi straordinaria che stiamo attraversando richiedono il coraggio di attuare misure e strumenti finanziari innovativi."
"Austerità fiscale e disciplina di bilancio sono certamente necessarie e indispensabili, infatti uno dei fattori maggiormente destabilizzanti é proprio la frammentazione del mercato azionario, ad oggi sottoposto a 27 discipline e regolamentazioni differenti. Ma se ci fermiamo qui", ha proseguito Cancian, "il rischio della recessione è molto concreto. Contestualmente, per risollevare l'economia europea, è necessario sostenere la crescita, lo sviluppo e l'occupazione. Dobbiamo assolutamente superare le riserve ancora esistenti sugli stability bonds, perché il debito che si creerebbe verrebbe finalizzato alla realizzazione delle infrastrutture europee, che rappresentano la chiave per il rilancio dell' economia e della competitività dell' Europa in questo mondo globalizzato che non ci permette assolutamente di restare indietro."