Sei in: Home > multimedia > comunicazioni > Un nuovo welfare nasce dalla responsabilità di un popolo
Un nuovo welfare nasce dalla responsabilità di un popolo
Quale cornice di riferimento – coniugando cittadinanza responsabile, libertà, democrazia, solidarietà e sussidiarietà – per il passaggio dal welfare state al welfare community o welfare mix e dal welfare community alla community care ? Gli indirizzi dell’UE sulla gestione degli equilibri economici dei paesi dell’Unione, portano ad alcune riflessioni molto forti.
Lo Stato sociale, tra individualità e sistema
Lo Stato ideale é regolatore dei diritti e della loro fruibilità per tutti. Ne è condizione indispensabile la forte identità di un popolo per cui tutti concorrono, secondo capacità e senso del dovere, a produrre ricchezza da investire anche in giustizia sociale, secondo il criterio ridistributivo. Sappiamo però che non è così, che elusione ed evasione in Italia costituiscono una ferita diffusa ed alimentano una economia sommersa imponente, generando ed alimentando tutte le deviazioni socioeconomiche correlate e generando profonde ingiustizie tra chi paga le tasse e chi le evade in tutto o in parte.
Lo Stato ideale non opprime i produttori di ricchezza, né sperpera le risorse prodotte, ma aiuta i primi a realizzare al meglio quanto poi può – in parte – essere distribuito, con servizi e progetti, a tutti. Ma se tra cittadini e Stato non c’è fiducia reciproca, allora lo Stato diventa invasivo, poliziesco, alimenta burocrazie inutili usandole come ammortizzatore sociale di altri problemi, in un contesto di inefficienza e di inefficacia. L’Italia è un paese in cui non c’è fiducia tra Stato e cittadini, salvo l’ambito municipale dove il rapporto è diretto ed il giudizio immediato. Lo Stato appare consumatore di risorse spesso in modo improduttivo, parassitario. E la stagione attuale è ulteriormente aggravata da un riproporsi di una questione etica che alimenta un sentire diffuso di distacco, di non identità collettiva.
La cittadinanza responsabile
In uno Stato ideale i diritti sono esigibili per tutti, ma ognuno fruisce di ciò che è disponibile tenendo conto dei suoi reali bisogni e delle sue risorse. Non si inventa bisogni, né nasconde proprie risorse per cumulare quelle pubbliche. Ma i comportamenti reali dei cittadini, a fronte di un sistema spesso indennizzatorio e centralistico, indistinto negli interventi, sono indipendenti dai propri bisogni e risorse: se è un diritto, va riscosso. In un contesto di risorse limitate (l’Italia spende il 27,8% del PIL tra previdenza, sanità e politiche sociali ma a queste ultime va solo il 6% del totale contro il 28% della media UE), occorre spendere in modo efficiente ed efficace le risorse disponibili.
Altrimenti la giustizia centralistica e teorica, diventa ingiustizia locale e pratica.
Nel nostro paese, l’economia arranca in molte Regioni, il debito pubblico è una voragine alimentata anche da assistenzialismo, abusivismo, furbizie. I soggetti deboli finiscono, in tale contesto, con l’essere i meno tutelati. Ed i nuovi soggetti deboli costituiscono le emergenze sociali del nostro tempo.
Un lavoro comune, le testimonianze positive non mancano
Il lavoro come si può vedere non manca. Per tutti, a tutti i livelli. Ma ci sono mille esperienze, mille testimonianze, che dicono di guardare con ottimismo e speranza al futuro.
A Rimini, dal 22 al 28 agosto si svolge il tradizionale appuntamento del Meeting per l’Amicizia tra i popoli. Da 31 anni – era il 1980 quando iniziò l’avventura – un popolo positivo e propositivo, giovane e intraprendente, aperto al dialogo ma fermo nella propria identità, presenta all’Italia proposte, esperienze, storie, risultati di una idealità tradotta in opere.
Il tema di quest’anno “Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”, afferma che la natura dell’uomo è innanzitutto il suo cuore che si esprime come desiderio di cose grandi. Il motore di ogni azione umana è questa aspirazione a qualcosa di grande, l’esigenza di qualcosa di infinito. È questa tensione il tratto inconfondibile dell’umano, la scintilla di ogni azione, dal lavoro alla famiglia, dalla ricerca scientifica alla politica, dall’arte all’affronto dei bisogni quotidiani.
A Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre si svolge la 46^ settimana sociale “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del paese”. Da oltre un secolo un appuntamento di movimenti, persone, storie che traducono la fede in opere e che fanno del nostro paese una realtà dove nulla è impossibile a chi radica nella storia la fede antica dei padri tradotta nelle sfide del nostro tempo.






Social Network: