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Crisi Maghreb
Bruxelles – Fronteggiare la grave emergenza economica che si è abbattuta sulle imprese europee che hanno investito nei Paesi dell’Africa settentrionale interessati dalla crisi istituzionale di questi giorni. Intervenendo per arginare gli effetti negativi sulla stessa tenuta economica delle imprese e sui livelli occupazionali. Con queste motivazioni gli europarlamentari Mario Pirillo (gruppo S&D-PD), Antonio Cancian (gruppo PPE-PdL) e Giancarlo Scottà (gruppo EFD-Lega Nord), hanno chiesto l’intervento dell’Europa per sostenere le aziende europee colpite da questa crisi. In una interrogazione scritta presentata oggi alla Commissione europea gli europarlamentari rilevano che “ad essere in pericolo sono soprattutto le piccole e medie imprese che esportano i loro prodotti e/o hanno investito direttamente in Libia, Algeria, Egitto e Tunisia”. Per Pirillo, Cancian e Scottà i settori più colpiti da questa crisi sono quelli dell’edilizia, dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle infrastrutture, di produzione di macchine agricole. Da qui la richiesta di intervento dell’Europa. “Che cosa intende fare la Commissione europea – scrivono i tre parlamentari europei – per arginare gli effetti economici negativi sulle imprese europee che hanno investito nell´area e hanno dovuto sospendere immediatamente e bloccare sine die le loro attività e i lavori in corso con l’immediato rientro di tutte le maestranze”. Ed in tema di crisi occupazionale gli europarlamentari chiedono “quali sono le azioni che la Commissione intende mettere in atto per affrontare un inevitabile ulteriore aumento della disoccupazione causato della mancata reintegrazione nelle imprese europee dei tanti lavoratori costretti e rientrare nei loro paesi di origine”. “Considerato che l’UE – concludono nella loro interrogazione Pirillo, Cancian e Scottà – ha stanziato ingenti somme attraverso i programmi di cooperazione e di partenariato per lo sviluppo socio economico dei paesi che si affacciano sulla riva sud del Mediterraneo, prevede la Commissione di individuare clausole a tutela delle imprese europee che hanno investito o hanno intenzione di farlo in questa area”.






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