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«Non perdiamo l’ultimo treno»
«Non basta trovare intesa sul tracciato: dopo servirà il progetto per sfruttare un fondo europeo»
VENEZIA - L’Italia non può perdere il treno dell’Europa, ovvero dei finanziamenti per l’Alta Velocità. L’eurodeputato Antonio Cancian, trevigiano, eletto nel Collegio del Nord Est, ha lanciato a Trieste il sasso nello stagno spesso apparentemente immobile dei progetti per realizzare il Corridoio che dovrebbe tagliare da ovest a est l’Italia Settentrionale. E spiega perché sta per partire l’ultimo convoglio.
Quale è l’orario dell’ultima occasione?
«È fissato a fine 2010 per una semplice ragione: alla fine del 2009 ho fatto incontrare a Trieste le autorità di Veneto e Friuli con Laurens Jan Brinkhorst, coordinatore per il progetto europeo 6. Era presente Italfer con i suoi tecnici che hanno preso nota dei problemi e delle posizioni...».
Ebbene?
«Allora le due parti politiche, ovvero il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, si erano impegnate a presentare entro la fine del 2010 un tracciato non solo ipotetico, ma sottoscritto dagli enti interessati, ovvero le due Regioni, le Province e i Comuni sui cui territori dovrà passare l’opera. Se quel termine non verrà rispettato, l’Unione Europea toglierebbe il proprio contributo».
Pensa che ce la faranno?
«Come ho detto a Trieste, a giorni emergerà la posizione della Regione Veneto sul tracciato della Tav nella tratta Venezia-Trieste. Dobbiamo essere ottimisti, ci sono le condizioni per farcela. Il Friuli ha già scelto il tracciato, in Veneto c'è ancora qualche punto da affrontare».
E se non dovesse avvenire?
«Ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, perché nella Ue non possiamo andare a fare richieste a Brinkhorst per sentirci rispondere di guardare in casa nostra».
Qualcuno a Trieste ha detto che il commissario si lamenta perché non riesce a parlare con Tondo e Zaia.
«Se fosse vero - ma non credo sia così - sarebbe grave. E vorrebbe dire che ci troviamo di fronte a un Corridoio maledetto. Ma non basta trovare un’intesa sul tracciato. Serve poi il progetto. Per poter pensare di realizzarlo attraverso un "project financing" che utilizzi anche un fondo europeo ad hoc, costituito grazie all’emissione di obbligazioni. Il presidente della Commissione, Barroso, si è impegnato alcuni giorni fa a varare tale Fondo».






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