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Pensiero ed azione in Europa,solide radici in veneto

PENSIERO ED AZIONE IN EUROPA, SOLIDE RADICI IN VENETO

Il 7 giugno scorso, dopo poche settimane di intensa attività a costruire relazioni con amministratori comunali, rappresentanti delle associazioni di varia natura, il fitto mondo cattolico e del volontariato, gli elettori del partito delle libertà in quattro regioni complesse e straordinarie come il Veneto, il Friuli V. Giulia, il Trentino A. Adige, l’Emilia Romagna, mi sono trovato eletto al parlamento europeo con 50.992 voti di persone che hanno creduto in me.
I primi dati che ho avuto sottomano erano rappresentativi della realtà trevigiana e di quella dei comuni del territorio coneglianese, Mareno di Piave prima di tutto.
Sentivo, da quel consenso diffuso, forte in quelle comunità dove sono cresciuto, dove ho assorbito valori e senso della responsabilità, voglia di agire nelle sedi istituzionali per migliorare la comunità, la gratitudine verso tanti amici ed elettori che avevano investito sulla mia persona e sulla mia proposta di un diverso protagonismo del nostro territorio nell’Unione Europea e nelle sua istituzioni.
A tutti, tramite anche questo foglio di informazione, voglio far giungere la mia gratitudine ed il mio rinnovato impegno per mantenere e realizzare quanto affermato in campagna elettorale.
Sento forti tre ambiti di lavoro: la costruzione di un partito delle libertà, fortemente ancorato al partito popolare europeo e capace di contaminare di valori la politica; la connessione strategica tra le istituzioni, le categorie professionali, le forze vive della società di questo territorio con la progettualità europea in tutti gli ambiti perché l’Europa è la nostra casa comune e non possiamo esserne estranei o periferici; l’impegno nelle sedi politiche ed istituzionali in cui funzionano gli organismi europei a portare un contributo italiano caratterizzato da professionalità, responsabilità, intraprendenza, fedeltà alle radici da cui veniamo e grazie alle quali ci proiettiamo al futuro.

Il lavoro nelle istituzioni europee

Mi sono messo a disposizione del gruppo del PdL nel PPE ed ho strutturato una segreteria operativa a Bruxelles e Strasburgo capace di supportarmi in modo professionale nella attività: interventi in aula, interventi in commissione, relazioni con le direzioni generali, documenti da predisporre e presentare. Non sono rimasto fermo ad imparare, ma approfondendo ogni aspetto ho cominciato ad intervenire, spesso a nome del gruppo in tutte le sedi opportune e nei dibattiti in cui avevo argomenti da portare.
Oggi sono impegnato quale: 
 - Membro della Commissione Trasporti e Turismo (TRAN). E’ di questi giorni la mia designazione a relatore per il documento sui Diritti dei passeggeri degli autobus; inoltre sono relatore ombra sugli orientamenti delle TEN-T all'interno del gruppo PPE;
 - Membro sostituto della Commissione Industria, Ricerca e Energia (ITRE) dove dovrò esprimere il parere del PPE per quanto riguarda il "Futuro sostenibile dei trasporti”;
 - Membro della Delegazione UE-Croazia che segue il percorso per l’ingresso nell’UE di tale stato;
 - Membro sostituto in delegazione SEE (Albania, Bosnia and Herzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo) realtà che ho visitato, con la delegazione dell’Unione, in Montenegro il 28 e il 29 ottobre scorso.
 A queste attività specifiche corrispondono poi presenze a convegni, dibattiti, progetti dell’UE, che trovano collocazione in città e capoluoghi dei 27 paesi che compongono l’UE e quindi richiedono studio, costruzione di relazioni, presenza documentata ed attenta.
Tutto questo mentre stiamo costruendo ed implementando con lo staff che mi segue nell’attività parlamentare, robuste relazioni con le Direzione generali e tutte le unità che gestiscono linee di azione e finanziamenti dell’Unione europea.

Connettere i percorsi regionali italiani alle linee di sviluppo dell’Europa

Con i collaboratori che lavorano con me a Bruxelles, con lo staff italiano del gruppo del PPE, stiamo anche costruendo solidi processi di gestione relativi a come rappresentare, tutelare, promuovere, la progettualità italiana in Europa.
Occorre da un lato far conoscere i piani strategici di sviluppo in svolgimento fino al 2012 (programmazione europea 2006-2012), vederne la solidità anche per il sessennio successivo (2012-2018), per comprendere su quali linee attestare l’azione degli amministratori comunali e regionali, dei rappresentanti delle categorie produttive, di tutte le realtà del non profit, e di quanti hanno progettualità innovative per tenerne conto.
Far conoscere le linee di azione significa anche realizzare una mappatura delle direzioni compete tenti e delle figure professionali di riferimento, significa conoscere quelle realtà italiane che a Bruxelles già agiscono per promuovere le nostre realtà. Penso agli uffici europei della Regione Veneto, alla rappresentanza europea degli industriali veneti, a quella degli artigiani, al coordinamento delle chiede in Europa, e così via.
Ma occorre anche essere in grado di recepire dal Veneto, dal Friuli, dal Trentino o dall’Emilia Romagna quelle proposte innovative che possono trovare ascolto in Unione Europea per generare processi di riconoscimento e di realizzazione positiva anche per le politiche dell’Unione.

Dare base popolare all’azione politica. La sfida del PdL

Durante la campagna elettorale ed in questi mesi di attività parlamentare ho percepito la fragilità dello strumento partito in Italia. Il PdL rischia di continuare ad essere la proiezione di Forza Italia, un partito leggero, quasi un comitato elettorale, forte di un consenso diffuso ma di opinione, non organizzato tramite una struttura organica collegata al paese più vivo.
Chi proviene da altre esperienze, come gli amici di An o quelli delle formazioni democristiane o socialiste, hanno nel proprio codice genetico la vita delle sezioni, i congressi, la formazione e selezione della classe dirigente…
Il recente successo di Angela Merkel in Germania ci rimanda al radicamento territoriale di due grandi partiti come la CDU e la CSU.
Sento il bisogno di un impegno forte per lo strumento partito, ne vedrei con favore una maggiore identità italiana nel popolarismo europeo non annacquato nelle sue radici ma capace di riscoprire quelle identità e quei valori che hanno animato lo spirito dei costituenti l’Europa come De Gasperi, Schumann, Adenauer.
La mia responsabilità verso gli elettori e verso gli amici del PdL che mi hanno sostenuto è per essere a fianco di ciascuno di loro per costruire un grande partito popolare italiano.

Gli strumenti per fare rete

Queste tre sfide hanno robustezza strategica e operativa se hanno anche strumenti per declinarsi nella vita quotidiana.
A pochi mesi dalla elezione sono attive lo staff di Bruxelles – Strasburgo e la segreteria di via Battisti a Conegliano.
Il sito internet viene ristrutturato in questo periodo per essere aggiornato quotidianamente, mentre viene inviata agli elettori che sono iscritti o ne faranno richiesta una news letter mensile con indicazioni sulla attività, segnalazioni di opportunità, linee di azione locale, ed altro.
Altre iniziative riguardano il “Laboratorio Europa, giovani per il PPE” che ha già realizzato un bel convegno a Jesolo sulla “Caritas in veritate”, la attivazione di un centro di documentazione, la promozione di momenti formativi e di attività nel territorio molto vasto che costituisce il collegio elettorale.
Ho realizzato in questi giorni un primo viaggio studio a Bruxelles per un gruppo di oltre 50 persone che sono attive nelle amministrazioni comunali ed in politica a livello locale ed altri ne organizzerò.
Vorrei far crescere una squadra di giovani cittadini d’Europa, capaci di coniugare le radici e l’identità di questo territorio alle sfide di una realtà vasta e stimolante come è appunto l’Unione Europea.

Antonio Cancian, parlamentare europeo PdL - PPE