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Solo 50 miliardi per le opere. Vanno lanciati i Project bond
Si chiamano Bond. Project Bond. E potrebbero essere la luce in fondo al tunnel dell'eurocrisi. Antonio Cancian, eurodeputato trevigiano eletto sotto le insegne del Pdl, anche se si sente più a suo agio conla casacca del Ppe, lo chiama “PianoMarshall” per l’Europa. «La via d’uscita dalla crisi dell’euro non può essere solo il rigore predicato dal premier Angela Merkel. Con la ricetta della cancelliera tedesca finiremo per ripulirci e vestirci bene, ma al cimitero. Senza ossigeno per la crescita l’Europa muore». Cancian, ingegnere e imprenditore, è membro delle commissione trasporti e industria ed energia: in una fase drammatica per l’era euro, in cui il rischio default per la moneta unica è quotato “cinquanta e cinquanta”, scommette sul l'introduzione di obbligazioni targate Ue emesse su misura per co-finanziare singoli progetti
nell'ambito del programma di sviluppo infrastrutturale continentale. Il periscopio di Cancian mette a fuoco in particolare
il Nordest italiano: con l'emissione di project bond potrebbero essere finanziate e avviate opere strategiche, dall'Alta
capacità ferroviaria al prolungamento di segmenti autostradali come la A27 da Venezia a Monaco fino alla creazione del nuovo corridoio Adriatico-Baltico.
Qual è la sua proposta?
Sono un convinto sostenitore dei project bond. Il gruppo del Ppe l’ha fatta propria e il presidente della commissione europea Josè Barroso l'ha adottata. Guardiamo i numeri:oggi il bilancio europeo consente di mettere a disposizione solo 50
miliardi per attuare il piano infrastrutturale e trasportistico: una minima parte.Con l’emissione dei project bond si metterebbero invece in moto investimenti per 1.500 miliardi di euro. La mia è una proposta concreta, orientata alla crescita,
che vuole aprire una fase successiva al grande lavoro svolto sulla stabilità e il rigore finanziario.
Come agirebbero i “titoli di progetto”?
Si innesterebbero sulla struttura del “project financing”, una formula che prevede il coinvolgimentodi capitali privati
nella realizzazione di opere pubbliche incambio diconcessioni pluriennali. La vera svoltasarebbel’ingresso diretto
dell’Ue non solo a garanzia dei finanziamenti, convincendo le banche a prestare denaro alle imprese, ma anche a
parziale finanziamento delle società di progetto emettendo titoli ad hoc. L’ammontare dell’operazione a debito potrà essere
indicativamente pari aun terzo del totale dell’investimento. L’Unione diventerebbe così comproprietaria delle
infrastrutture e, con la loro realizzazione, garanziapergli investitori pubblici e privati.
La Germania però ha già bocciato gli Eurobond.
Li ha bocciati perché sono un'assunzione di debito dei singoli Stati membri. I Project bond permettono all’Ue di diventare
comproprietaria di un bene. Perché l’operazione abbia successo, tuttavia, è necessaria la collaborazionedei singoli
Stati, che dovrebbero parallelamente promuovere lo snellimento delle procedure burocratiche e forme di incentivazione
come la detassazione parziale o totale degli utili per un tempo sufficiente adattrarre apitali privati.
In tempi di euroscetticismo i Project bond reclamano fiducia nelsistema Europa.
Io sono un europeista convinto. Non scommetterò mai sul fallimento dell’euro. Da veneto dico che il Veneto non può
isolarsi alzandogli steccati: oggi non ci sono più soldi in cassa, si rischia di vedere bloccate opere strategiche per lo sviluppo. Se vogliamo crescere, dobbiamo restare agganciati all’Europa.
Quindi approva la Manovra salva-Italia di Monti?
Siamo in un vicolo cieco, questa è l’unica soluzione possibile.






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