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Tav, corsa contro il tempo
Veneto e Friuli non hanno ancora trovato un’intesa sul tracciato. E da Trieste arriva l’ultimatum Ue: Zaia e Tondo decidano. Entro l’anno
L’Alta Velocità che viaggia a passo di lumaca a Nord Est è diventata un caso europeo. Il commissario Ue che coordina il progetto denuncia di non riuscire a parlare con i governatori Renzo Tondo e Luca Zaia. E aspetta da quasi un anno che Friuli e Veneto sciolgano i nodi riguardanti il tracciato. Se non lo faranno entro dicembre, l’Italia può dire addio ai finanziamenti comunitari.
L’allarme arriva da Trieste, a margine di un incontro voluto dal Comitato Transpadana che ieri ha firmato assieme a dodici associazioni di imprese un protocollo che chiede l’impegno delle istituzioni per realizzare la Tav nel Nord Est. L’Unione Europea e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto non riescono a parlarsi. Per la precisione, Laurens Jan Brinkhorst, coordinatore per il progetto europeo 6, il cosiddetto Corridoio Quinto, ha manifestato la difficoltà nel chiarire con i politici italiani i nodi irrisolti. Alcune settimane fa a Torino avrebbe chiesto l’aiuto del Comitato Transpadana per ottenere un incontro. Il che dovrebbe avvenire il prossimo 13 ottobre a Trieste.
È bastata questa indiscrezione a far partire il tam-tam delle preoccupazioni e dei commenti. Anche perché la linea ferroviaria ad Alta Velocità è una specie di Araba Fenice. Come mostrano le tabelle, e come è stato confermato anche ieri, il Friuli ha già individuato il proprio tracciato, parallelo alla A4. Ma il Veneto non ha ancora sciolto il dilemma del percorso.
Da Venezia l’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso, assicura: «Nessuno si preoccupi. Il lavoro di progettazione da parte di Rete Ferroviaria Italiana va avanti. E posso assicurare che sarà concluso per il 30 dicembre 2010». Da Trieste, l’assessore Riccardo Riccardi: «La Regione procede, il presidente Tondo ha incontrato il coordinatore Brinkhorst negli scorsi mesi e così si è arrivati all'importante accordo per il tracciato con la Slovenia. Con il presidente Zaia gli incontri sono frequenti».
Insomma, saremmo vicini alla stretta finale per scegliere tra due ipotesi, in Veneto. Accantonata quella di un tracciato parallelo alla A4, sono sul tappeto due ipotesi: la "litoranea corta" e la "litoranea lunga". Entrambe hanno in comune il tratto che da Mestre conduce all’aeroporto e quindi a Passerella, con una stazione che servirebbe Jesolo. Poi il dilemma. La "litoranea corta" si dirigerebbe verso Portogruaro per affiancarsi alla A4 a ovest della città. La "litoranea lunga" si dirigerebbe verso San Michele al Tagliamento, con una possibile stazione a Bibione e affiancamento alla A4 al confine del Friuli. Chisso non scioglie l’enigma. Ma in altre occasioni si è detto favorevole alla seconda ipotesi.
A Trieste ieri l’eurodeputato Antonio Cancian, del Pdl, ha annunciato che il Veneto nei prossimi giorni metterà un punto fermo. E Debora Serracchiani del Pd ha ammonito: «Zaia e Tondo devono parlarsi, fare lo sforzo necessario e fare pressing sul Governo perché sulle infrastrutture è quantomeno opportuno fare squadra. Una parte del Nord Est rischia di rimanere isolata».
Una settimana fa dal Veneto era arrivata la denuncia di Stefano Pelliciari, presidente regionale dei costruttori: «Abbiamo perso la Tav, i finanziamenti sono stati dirottati in Lombardia». Preoccupazione condivisa in Friuli dove ieri hanno firmato il protocollo che chiede la Tav operatori del Porto e imprenditori. Colpi pesanti battuti alla porta dei due governatori. In attesa che qualcuno abbia la cortesia di rispondere.






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