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Cancian: sulle reti TEN-T lavoriamo a nuovi schemi di finanziamento

Quali saranno le linee principali per la realizzazione delle nuove TEN-T?
Le nuove TEN-T abbandonano il concetto di progetto prioritario e propongono un approccio di corridoi multimodali che colleghino tra loro i nodi strategici del continente. L´attuale situazione, vista nell'insieme, non rappresenta una rete. L´obiettivo della programmazione è creare un core netwok europeo, che colleghi i principali centri economici del continente.

In termini finanziari, le nuove TEN-T arrivano in un periodo difficile. Ci saranno tagli?
L´impegno economico dell'UE non sarà valutabile rispetto a singoli progetti ma rispetto al budget complessivo messo a disposizione per le TEN-T. Si consideri che nell'attuale periodo di programmazione la disponibilità complessiva è di 8 miliardi di euro, a fronte di interventi infrastrutturali necessari stimati per 300 miliardi, quindi non si tratta di tagliare un progetto per finanziarne altri. L'obiettivo sarà duplice: allocare risorse maggiori, ma soprattutto individuare schemi di finanziamento innovativo, che coinvolgano il settore privato nella logica del partenariato pubblico privato. Un altro strumento che verrà sperimentato nei prossimi anni sono i project bonds, su cui si è appena chiusa una consultazione e che potrebbero portare nuove risorse per la realizzazione di alcuni progetti infrastrutturali.

Quale sarà l’impatto che le nuove TEN-T avranno sull’Italia? Ci sono progetti italiani che rischiano tagli...
L´impatto che questa nuova programmazione avrà sul nostro Paese dipenderà dalla nostra capacità di individuare le risorse pubbliche e private necessarie e di creare le condizioni per realizzare le infrastrutture in tempi certi. Le tratte italiane più in ritardo sono quelle transfrontaliere, sulle quali pesano problemi di coordinamento tra Stati, ma su cui l'UE continuerà ad investire, trattandosi delle opere con il più alto valore aggiunto europeo. Rispetto alle scelte strategiche, un principio importante è quello della realizzazione anche di piccoli interventi di collegamento intermodale all'altezza dei nodi, come aeroporti, porti ed interporti. Mi riferisco in particolare al concetto di ultimo miglio che deve consentire un collegamento efficace tra i porti e la rete stradale e ferroviaria.

Quali zone dell’Italia saranno potenziate maggiormente?
Nella prima fase di consultazione tra Commissione europea e Stati membri il nostro Ministero ha presentato un'ampia proposta infrastrutturale sulla base dei criteri applicati dalla Commissione europea, che in alcuni casi potrebbero penalizzare realtà nazionali importanti. Siamo in questo momento in una fase di proposta, il testo della Commissione arriverà in Consiglio ed in Parlamento, dove sarà possibile considerare o riconsiderare i criteri adottati e con essi le infrastrutture ammesse a far parte del network europeo. Da un punto di vista nazionale dovremo saper scegliere le infrastrutture realizzabili in tempi certi, la presenza nel core network europeo da diritto a quote di co-finanziamento che vanno completate con fondi nazionali.

Quale sarà il ruolo dei porti e delle vie di navigazione nelle nuove TEN-T?
Il ruolo dei porti sarà fondamentale. La nuova programmazione parla di nodi di traffico e di flussi intermodali che collegano questi nodi. I porti rappresentano le porte di accesso alla rete, sarà indispensabile investire sulle infrastrutture portuali e, come detto, sul collegamento con l'interno: un porto ha bisogno di potersi collegare in modo efficiente con la rete ferroviaria e stradale e con gli interporti di riferimento. A livello europeo la navigazione interna è incentivata, attraverso quote di co-finanziamento più elevate. Ovviamente parliamo di grandi corsi d'acqua come il Danubio, ma sono considerati strategici anche i piccoli canali, come il reticolo che serve il Porto di Rotterdam.

Cosa dice dell’Italia?
La navigazione interna italiana è una realtà che si sta sviluppando dall'Alto Adriatico verso Milano. Al momento la navigazione è possibile in modo continuo fino a Mantova, l'obiettivo è arrivare alle porte di Milano lungo il Po. La Commissione europea lo scorso 1 giugno in un importante convegno a Mantova ha riaffermato la volontà di sostenere questi investimenti. Lo sviluppo della navigazione interna ha un risvolto ambientale, in quanto potrebbe contribuire a ridurre le emissioni e a redistribuire il traffico merci che al momento si svolge quasi esclusivamente su strada.

In che tempi prevede la chiusura dei lavori?
Devo dire che purtroppo la trasmissione della proposta da parte della Commissione Europea continua a slittare in avanti. Se il testo verrà trasmesso ai legislatori in settembre credo che un termine verosimile per trovare un accordo possa essere la tarda primavera del 2012.

http://www.euractiv.it/it/news/trasporti/3979-cancian-sulle-reti-ten-t-lavoriamo-a-nuovi-schemi-di-finanziamento.html