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Emergenza lavoro, aumenta la disoccupazione

La crisi economica destabilizza le famiglie

EMERGENZA LAVORO, AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE

Antonio Cancian, parlamentare europeo

L’Eurostat, ufficio statistico della Comunità europea segnala che il tasso di disoccupazione nei 27 paesi dell’UE si è attestato a dicembre 2009 al 10,0%. In un anno è aumentato del 1,8%.
Secondo tale dato i disoccupati sarebbero oltre 23milioni con un aumento di 163mila unità rispetto al solo mese precedente.
In Italia il tasso di disoccupazione a dicembre 2009 era del 8,5%, aumentato del 1,5% rispetto all’anno prima.
Tra gli stati dell’Unione chi sta peggio è la Lettonia (22,8%), la Spagna (19,5%) e chi sta meglio è l’Olanda (4,0%) e l’Austria (5,4%). Si consideri che gli Stati Uniti sono al 10,0% di disoccupati, mentre il Giappone è al 5,4%.
Comunque la si guardi la crisi economica continua a mordere sul fronte del lavoro e gli ultimi dati statistici non lasciano dubbi.  In Europa il tasso di disoccupazione è il più elevato tra i paesi dell’area euro dal 1999, negli Stati Uniti è il livello massimo dal 1983. In un mese i disoccupati sono aumentati nell'Ue di 225 mila unità e nella zona dell'euro di 167 mila. Quanto ai giovani al di sotto dei 25 anni, i disoccupati a luglio erano 19,7% nella zona dell'euro e il 19,8% nell'Ue a 27. Anche in questo caso il tasso più alto si registra in Spagna (38,4%). Nel luglio 2009 i disoccupati degli Usa erano il 9,4% e quello del Giappone il 5,7%.
C’è in tutti gli attori politici, sindacali, imprenditoriali, viva preoccupazione di fronte al deterioramento della situazione dell’ occupazione in Europa. La disoccupazione aumenta rapidamente; i lavoratori che occupano posti di lavoro precari sono particolarmente vulnerabili, così come i giovani che provano a trovare un lavoro, in particolare coloro che terminano i loro studi quest'anno.
Inoltre alcuni paesi – come Spagna e Grecia – sono sotto la lente di ingrandimento per la particolare fragilità dei bilanci pubblici non in grado di contrastare la spesa ormai fuori controllo.
Anche le chiese, quella cattolica in particolare, mandano quotidianamente segnali di allarme sul fronte della fragilità sociale che la crisi sta alimentando.
Dopo i massicci interventi dei governi sul fronte credito e finanza, non sembra ci siano oggi ricette, al di là della forza degli ammortizzatori sociali, per governare la stagnazione in vista di una ripresa dei circuiti virtuosi dell’economia che faticano a maninfestarsi in modo consistente e duraturo.
Comprimere la spesa pubblica potrebbe non essere un toccasana in questa situazione e crisi precedenti del secolo scorso lo dimostrano. Serve, al contrario, un vasto piano di rilancio, mediante il controllo degli eccessi del capitalismo finanziario e una sorta di New Deal sociale per quanti terminano i loro studi quest'anno.
In quanto alla ripresa, occorre andare con molta prudenza, perché non vi sono oggi segnali di serenità agli orizzonti. Alcuni elementi positivi, non contrastano efficacemente i tanti aspetti negativi e la disoccupazione – da tanti segnali presenti anche nel Nordest italiano – continuerà a crescere per tutto il 2010.
Occorre che le politiche nazionali operino per contrastare la destabilizzazione delle famiglie e della coesione sociale che la crisi potrebbe generare o implementare.
Vi sono persone che escono dall’attività produttiva e che saranno di difficile ricollocazione, vi sono famiglie che devono ripensare i propri livelli di vita.
La Commissione europea è attenta a quanto sta avvenendo e sta, nei limiti delle sue competenze, operando in alcuni settori con determinazione.
Per quanto riguarda i giovani, le priorità dell'azione dell'Unione e degli Stati membri sono state fissate nella strategia europea per l'occupazione. La strategia si impegna anche a sviluppare nei giovani lo spirito imprenditoriale e la capacità di adattarsi più rapidamente alle mutevoli realtà del mercato del lavoro. Vari programmi e iniziative comunitarie sostengono finanziariamente le misure prese dagli Stati membri.
Con l'inserimento nei trattati di nuovi spazi dedicati all'occupazione e agli affari sociali, l'Unione europea può sviluppare programmi in campi come la strategia europea per l'occupazione, la strategia di Lisbona per la modernizzazione del modello sociale europeo o anche l'agenda sociale. Il Fondo sociale europeo e il programma Leonardo da Vinci sono due degli strumenti dell'Unione europea ai quali queste strategie possono appoggiarsi.
C’è poi il Fondo Sociale Europeo. Il FSE è il principale strumento finanziario al servizio della politica europea a favore dell'occupazione. Esso concede aiuti finanziari alle iniziative dei paesi che mirano a dotare i cittadini di migliori qualifiche e a creare un clima più favorevole all'occupazione. Infine il  programma Leonardo da Vinci sostiene i progetti pilota, lo scambio e il collocamento a livello transnazionale, gli studi e le analisi intesi a migliorare e sviluppare le pratiche in materia di formazione. Esso promuove la qualità e l'innovazione nei sistemi nazionali, insistendo particolarmente sull'utilizzo delle nuove tecnologie, e mira inoltre a sviluppare le competenze linguistiche dei giovani europei.