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Parlamento europeo e commissario ai Trasporti hanno ricevuto i presidenti di Venezia, Ravenna Trieste e Capodistria: «L’Adriatico abbatte tempi ed emissioni»

Andare a Bruxelles per convincere il commissario estone Siim Kallas e il presidente della commissione Trasporti del Parlamento europeo, l’inglese Brian Simpson, che la via Adriatica - non quella dei grandi scali del Nordeuropa - è la strada migliore per portare materie prime e prodotti dall’Estremo Oriente al cuore dell’Europa, e viceversa. Può sembrare l’audacia degli ingenui, e certo avrebbe sfiorato il ridicolo se Venezia si fosse presentata da sola; o Ravenna; o Trieste; o Capodistria. Ma tutte insieme si chiama Napa, l’associazione dei porti del Nordadriatico, «nuova porta per l'Europa» con una piattaforma logistica europea, un hub multiportuale. Valgono «appena» un milione di Teu, ma la potenzialità è dieci volte più grande, con le infrastrutture già in fase di realizzazione o di progettazione per 3,4 miliardi di euro (2,2 dei quali di iniziativa privata). In Italia se n’è parlato abbastanza negli ultimi mesi (ma il governo sterilizza la riforma portuale); ieri, per la prima volta, anche a Bruxelles, sponsor tre parlamentari europei (la slovena Fajion e gli italiani Antonio Cancian e Debora Serracchiani) e capo delegazione con l’esperienza dell’ex europarlamentare (il presidente del Porto di Venezia, Paolo Costa). La «provocazione» è sfidare i grandi porti del Nord con due numeri: tempi abbattuti di tre quarti, da 8 giorni (Port Said-Rotterdam) a due; 30% in meno di emissioni di Co2, da 188 a 143 kg/Teu. L’impegno: coordinamento e specializzazione tra i porti, puntualità nelle lavorazioni.
"Lo sviluppo dell'Alto Adriatico è indispensabile per intercettare i flussi commerciali e turistici provenienti attraverso le vie del mare dall'Asia e dai nuovi mercati del vicino e medio-oriente e del Far East". Lo ha detto l'eurodeputato Antonio Cancian (Pdl) sottolineando che deve essere promossa l'iniziativa di Napa, che riunisce i porti di Capodistria, Ravenna, Trieste e Venezia.
"Tutto questo ha un senso - ha aggiunto Cancian - se diamo sfogo attraverso la via navigabile del Po in direzione Milano e via terra attraverso le due direttrici principali che sono il Corridoio Venezia-Kiev verso est e il Corridoio Adriatico-Baltico verso il centro Europa e i paesi baltici. Naturalmente questo è un progetto integrato che l'Europa deve fare proprio e sviluppare sia nella programmazione che nella realizzazione".