Sei in: Home > multimedia > comunicazioni > Cancian: adesso apriamo il cantiere delle TEN-T in Parlamento
Cancian: adesso apriamo il cantiere delle TEN-T in Parlamento
Bene la proposta della Commissione, ma adesso bisogna lavorare perché si concretizzi anche in Parlamento. Antonio Cancian, europarlamentare e influente membro della commissione Trasporti del Parlamento Ue, commenta con Euractiv.it la recente proposta di modifica delle reti TEN-T varata dall’esecutivo comunitario. Richiamando con forza l’attenzione sui prossimi passaggi del lavoro delle istituzioni.
Il primo commento di Cancian sulla sostanza della nuova proposta della Commissione è positivo: “L’attenzione e le grandi aspettative riposte nel futuro sviluppo delle reti sono gli elementi chiave attraverso cui leggere la proposta della Commissione Europea. In particolare, la Commissione prevede di avviare lo strumento dei project bonds europei su cui anch’io mi sono impegnato personalmente in questi mesi, e li menziona come una delle possibili soluzioni per riavviare la crescita economica, investendo su progetti di interesse europeo”.
È proprio con l’obiettivo di stimolare investimenti mirati ed efficaci, che il documento è accompagnato da una lista di direttrici, lungo le quali la Commissione intende investire di più sia in termini economici ma soprattutto di governance.
Lo strumento finanziario individuato dalla Commissione prevede una dotazione di 50 miliardi di euro per i tre settori, di cui 32 per il solo settore dei trasporti. L’obiettivo è quello di utilizzare questi finanziamenti in modo efficiente, cioè riducendo i contributi a fondo perduto e stimolando la partecipazione del capitale privato, così da ottenere un “effetto leva” che possa mobilitare investimenti coerenti fino a dieci volte superiori.
Cancian accoglie con soddisfazione anche il contenuto di pianificazione della proposta: “La revisione delle TEN-T – spiega - ribadisce l’importanza strategica del nostro Paese: sia il “corridoio mediterraneo” che attraversa il nord Italia da est a ovest, sia il corridoio “Helsinki-La Valletta”, che da nord a sud collega Mar Baltico e Mediterraneo, risultano essere chiaramente due assi sui quali l’Unione europea vuole impegnarsi a livello finanziario e politico, al fine di promuoverle quali grandi vie di transito del commercio mondiale”.
Questa attenzione verso l’Italia, secondo Cancian, si concretizza soprattutto in tre grandi elementi. Il Baltico-Adriatico è la prima grande novità che interessa il nostro Paese: nel congiungere la Polonia con l’Italia, esso scende lungo la Pontebbana e da lì a Trieste, Venezia e Ravenna. Si tratta di un’infrastruttura che risponde alla necessità di collegare l’Alto Adriatico con i mercati del nord-est europeo, rendendo così il mare Adriatico la vera porta di ingresso per le merci che da Est entrano nel Mediterraneo via Suez.
La seconda novità è il riconosciuto interesse europeo per il sistema di navigazione interna Trieste-Milano lungo l’idrovia padana ed il fiume Po, un asse che, se opportunamente sviluppato e sfruttato, potrebbe apportare importanti benefici in termini di riduzione delle emissioni inquinanti in tutta la Pianura Padana (si pensi che una chiatta equivale a 70 camion merci).
Infine, la proposta della Commissione ha portato un nuovo e più ampio coinvolgimento del sud Italia, estendendo alla Puglia la tratta meridionale dell’asse nord-sud che nel precedente documento programmatico non prevedeva la biforcazione ora inserita all’altezza di Napoli verso Bari, che consente l´integrazione delle portualitá pugliesi nel core network europeo.
Insomma, secondo le previsioni si rischiava di uscire da questa proposta con un taglio delle reti strategiche europee in Italia. Invece, a conti fatti, l’Italia ne esce da grande protagonista.
“Sulla base di una prima analisi - conclude Cancian - risulta evidente che la proposta della Commissione è estremamente interessante, e ritengo che essa rappresenti un’ottima base su cui lavorare per la commissione Trasporti del Parlamento europeo, della quale faccio parte dall’inizio della mia esperienza a Bruxelles”. E’ proprio grazie a questa esperienza che Cancian, attualmente, è tra i nomi più accreditati per svolgere la delicatissima funzione di relatore del provvedimento in commissione.
Fonte: www.euractiv.it






Social Network: