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Corridoio Baltico - Adriatico, collegamenti europei e oltre
La Commissione europea farà proprio il progetto dell’Eurocorrodoio Baltico-adriatico, e vigilerà sulla sua realizzazione. La promessa, ben più di un semplice imprimatur, viene dal vicepresidente e eurocommissario ai Trasporti, l’estone Siim Kallas, che ieri in sede di convegno ha rassicurato i rappresentanti politici dei territori attraversati dalla direttrice dei trasporti, venuti al Parlamente Europeo di Bruxelles in cerca di alleanze territoriali e politiche. Una rete di accordi senza la quale il corridoio “strappato” dall’Italia nel corso del 2011 alla programmazione trasportistica comunitaria, non arriverà alla fase concreta. In quest’ottica è andata in scena ieri a Bruxelles una prova d’orchestra per un’auspicabile sinfonia continentale Nord-Sud: il socialista austriaco, Jörg Leichtfried insieme al connazionale popolare Hubert Pirker, l’estone liberale Vilja Savisaar- Toomast insieme alla popolare polacca Joanna Skrzydlewska, la socialista ceca Olga Schnalova insieme alla democratica Debora Serracchiani. Esponenti politici di diverso schieramento, appartenenti ai Paesi “attraversati” dal Corridoio: dalle coste baltiche (gli scali di Helsinki, Tallinn, Riga, Danzica, Gdynia) ai porti nord-adriatici, toccando Polonia, Cechia, Slovacchia, Austria. La duplice “lobby” nazional-partitica è accompagnata e legittimata da due importanti “testimonial”: il vicepresidente e eurocommissario ai Trasporti, l’estone Siim Kallas, l’influente presidente anglo-laburista della commissione trasporti dell’EuroparlamentoBrian Simpson. A evidenziare lo sforzo di dialogo e di coordinamento a livello territoriale l’assessore regionale friulo-giuliano Riccardi con il collega veneto Chisso e quello emiliano Peri, a loro volta coadiuvati dal vice-governatore della Stiria Schrittwieser e dal governatore carinziano Dörfler. A rappresentare l’interesse cooperativo della portualità nordadriatica, Paolo Costa, presidente del Napa, oltre che dell’Autorità veneziana. Il lungo elenco dei partecipanti a questo meeting di Bruxelles non ha una funzione meramenteformal- celebrativa: è il primo risultato e la prima espressione pubblica di un grande lavoro di cucitura relazionale, che molto si deve alla tenacia dell’organizzatore Antonio Cancian, europarlamentare trevigiano del Pdl, professione ingegnere, l’antica matrice scudocrociata a facilitare gli intenti mediatori. Quando in precedenza si accennava al Baltico Adriatico come eurocorridoio “strappato” dall’Italia, si intendeva che fino alla scorsa primavera questo viatico continentale, denominato PP23 si arrestava a Vienna. Una serrata opera di convincimenti, da Nord a Sud, ha permessodi prolungarne lemappe fino alla costa settentrionale italiana, utilizzando l’asse della Pontebbana: da Udine (e dal sotto utilizzato interporto di Cervignano) la rete di collegamenti rotaia-banchina a coprire Trieste, Venezia, Ravenna fino all’hinterland bolognese. La prospettiva è tanto più allettante, se si considera che gli scali dell’Alto Adriatico hanno la possibilità, nei prossimi anni, di arrivare a intermediare almeno 6 milioni di container con una crescita del 348% (questi i dati dello studio presentato ieri al Parlamento Europeo dalla società di consulenza ingleseMds Transmodal). Unesito, il così disegnato tragitto, affatto scontato: ancora in estate insisteva un forte coinvolgimento della Slovenia, che l’ultima lista progettuale varata il 19 ottobre, invece non prevede. Ma la partecipazione slovenanonè reclusa. Un così ampio convergere di tanti differenti politici e territoriali è di per sè già un fatto rilevante, che adesso però deve essere declinato nella concretezza di atti e risorse. A cominciare dalla discussione in sede europarlamentare, prevista nei primi mesi del 2012: in ballo c’è una prima destinazione di quattrini, 31,7 miliardi di euro, che la Ue destina all’ammodernamento delle infrastrutture continentali. Una goccia nel “mare magnum” delle esigenze legate all’articolazione di strade e ferrovie, una goccia da trasformare in un flusso finanziario di benaltre dimensioni: il “Project bond” pensato dalla Bei e dalla Ue, argomento su cui si spende con insistenza lo stesso Cancian è lo strumento col quale innovare l’approccio sia nell’ottenimento di risorse sia nel coinvolgimento della Ue nella comproprietà infrastrutturale. E il Baltico-Adriatico può essere un primo banco di prova per questo esperimento obbligazionario europeo. Poi anche questo Corridoio avrà bisogno di un coordinatore, come già hanno quello Mediterraneo e quello Berlino-Palermo: si speracon qualche potere in più.
Fonte: quotidianamente.net






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