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Il destino incompiuto dell’Europa: speranze e inquietudini di un cittadino

Il festival Comodamente ha come obiettivi la riqualificazione urbana ed estendere la cultura contemporanea. Il festival vuole essere visto come occasione di confronto trasversale tra il pubblico e intellettuali, scrittori, scienziati, artisti, giornalisti, docenti universitari, imprenditori e politici sui temi della nostra contemporaneità.
Il tutto organizzato attraverso dialoghi, eventi musicali ed esposizioni d’arte in luoghi dismessi della città, riallestiti su progetto delle facoltà di architettura ed ingegneria italiane con pezzi unici messi a disposizione dalle grandi case del design Made in Italy.
L’on. Cancian ha partecipato all’incontro “Il destino incompiuto dell’Europa: speranze e inquietudini di un cittadino” in qualità di relatore. L’incontro ha avuto l’obiettivo di discutere la questione europea, l’essere o non essere europeo. Quindi il dibattito è andato bene oltre i confini monetare ed economici, diventando innanzitutto questione politica, culturale ed identitaria portando a riflettere su come sentirti allo stesso tempo italiani ed europei. All’evento hanno partecipato Marzio Favero (sindaco della Città di Montebelluna ), Angelo Mellone (giornalista e scrittore), Alessandra Moretti (vice sindaco Città di Vicenza), Roberto Masiero (docente Università IUAV Venezia), Luca Taddio (docente Università di Udine) e Khaled Fuad Allam (islamista e sociologo) in qualità di moderatore.
L'intervento dell'on. Cancian è stato una riflessioni sull'identità europea nel corso della storia, concentrandosi sui cambiamenti contemporanei. La storia ci insegna che l'identità europea é stata vissuta spesso come "opposizione". La straordinaria esperienza dell'Unione Europea, cominciata 50 anni fa, rappresenta un cambiamento epocale. I popoli europei si uniscono non per combattere un nemico, ma per collaborare e trovare insieme una via verso la prosperità e la crescita. L’Unione infatti è fondata su volontà, non più su necessità.  Nel corso degli anni non ci si sente europei semplicemente a causa della storia o della geografia perché il mondo é sempre più globalizzato. Inoltre, con la massiccia immigrazione degli ultimi decenni, i cittadini europei si stanno abituando ad accogliere lingue e tradizioni che prima erano estranee: c'é perciò bisogno di trovare altri elementi per definire l'identità europea.
Se l'Unione europea viene identificata con il suo modello economico di sviluppo, é lecito temere che il crollo dell'uno abbia effetti negativi anche sull'altra.
Questa é una ragione in più che ci spinge a fare tutto il possibile non solo per arginare la crisi, ma anche per rilanciare la crescita e dare nuovo vigore all'economia europea: é il miglior modo per continuare a sostenere l'intero processo di integrazione europea e di garantire il sostegno di questo ambizioso progetto da parte dei cittadini.

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